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Su Contu giovedì 2 luglio 2026, 15:24 · IT · Attualità

Contos #1 – Cala Finanza, la farsa dello Stato che dice “stop” ma non ferma niente

Diciamocelo chiaro, con la faccia che ci ritroviamo: il governo ha “revocato” l’autorizzazione unica per Tavolara Bay solo dopo che il mondo intero si è accorto di cosa stava succedendo davanti alle coste più belle del Mediterraneo. Non è vittoria, è ritirata tattica. E chi in Sardegna festeggia come se avessimo vinto la partita farebbe bene a rileggersi gli atti prima di stappare lo spumante. (instagram) La cronistoria di un tradimento annunciato A febbraio la Struttura di missione ZES per il Mezzogiorno dà il via libera al progetto: hotel a cinque stelle, decine di ville, ristoranti, porto turistico, eliporto e persino un campo da golf, tutto incollato all’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, istituita nel 1997. Un’area dove il Piano Paesaggistico Regionale vieta qualsiasi costruzione entro trecento metri dalla battigia. Eppure qualcuno a Roma ha pensato bene che le regole della Sardegna sull’uso del proprio territorio fossero un dettaglio superabile con una procedura semplificata pensata per le fabbriche, non per le coste vergini. (instagram) Il 4 giugno il Consiglio dei ministri respinge l’opposizione formale della Regione Sardegna e del Ministero della Cultura, riattivando l’autorizzazione. Poi, di fronte allo scandalo mediatico che esplode, arriva il dietrofront con la revoca dell’autorizzazione unica raccontata come una resa dello Stato al buon senso. Bella scena. Peccato sia teatro. Il trucco delle rinunce parziali Perché mentre a Roma si fa la faccia pentita, la Tavolara Bay Srl del gruppo brasiliano Jhsf Fasano fa un passo indietro solo su una parte del progetto: niente moduli abitativi stagionali né sentieri nelle aree boschive, ma solo per la stagione 2026. Un rinvio tattico, non una rinuncia. Il ricorso della Regione al Tar viene respinto nella richiesta di sospensiva, e la causa vera si discuterà l’8 luglio. Nel frattempo l’amministratore delegato della società, Biancu, si professa “solidale” con il fratello e il CEO ribadisce che “siam

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